Napoli campione d'Italia, il pagellone di fine anno di Imparato: "Il più sveglio e l'Alì di Bentivoglio"
Per Lukaku doppia la cifra dei gol, doppia la cifra degli assist. Doppi i battiti quando si accende. E' un'extrasistole di gioia. E' l'uomo che conta; è l'uomo di Conte-

Ilario Imparato, giornalista, ha commentato la vittoria del Napoli contro il Cagliari che vale il quarto scudetto della storia ed ha fatto le pagelle, calciatore per calciatore. I voti più alti sono per mister Antonio Conte e per il centrocampista Scott McTominay.
MERET: Faccia d’angelo, sguardo malinconico e atteggiamento da lupo solitario che scruta l’orizzonte. Sembra il Viandante sul mare di nebbia; prende meno gol degli altri ma più critiche di tutti. Non perde l’orientamento, bussola sempre a Nord. VOTO 7.5. Il portiere friulano si è portato dietro un carico pesante fatto di critiche eccessive, ma con i fatti ha dimostrato di meritare di essere l'unico estremo difensore ad aver vinto due scudetti a Napoli.
DI LORENZO: Pensa al congedo ma poi va per la ferma prolungata. Vero capitano di ventura, canta e porta la croce adattandosi ad ogni mutazione. Giuvanne cu ‘a chiatarra, sape cantà tutte ‘e canzone. VOTO 8–
RRAHMANI: Ministro della Difesa, negli anni gli cambiano sempre il Generale d’Armata ma lui raddoppia gli armamenti e protegge la Patria. VOTO 8.5
SPINAZZOLA: E’ l’Odette di Caikovskij, leggiadro come il cigno innamorato di Sigfrido Conte, che volteggia sulla quinta di sinistra e disegna arabeschi di luce. L’Eco di Bergamo che ancora rimbomba. VOTO 8
OLIVERA: Il Pepe Mujica di Fuorigrotta; la garra del guerrigliero, l’efficacia della sobrietà, il ritratto della felicità. VOTO 7.5
BUONGIORNO: Granata e granatiere, la mano fasciata a nascondere le stigmate del predestinato. Quaranta milioni di buoni motivi. Più centrale di Piazza del Gesù. VOTO: 8-
JUAN JESUS: Il destino nel nome. Umile, paziente e devoto come Giovanni, miracoloso come Gesù. L’acquisto provvidenziale a Km 0 del nostro mercato. VOTO: 7.5
LOBOTKA: Il Caliber che non sfarfalla; massimo rendimento con minimo sforzo. E’l’ Eco-Drive che riduce i consumi e segna la rotta. VOTO 8-
ANGUISSA: Quando vuole è come la roccia in mezzo alla tempesta. Nu poco faraglione e nu poco Scoglio ‘e Frisio. Ma sempre di granito. VOTO 9-
GILMOUR: Il tender perfetto. Non sostituisce la grandezza e il lusso dello yacht ma garantisce sostanza, salvezza e riva sicura. VOTO 7.5
Mc TOMINAY: Cuore, temperanza, tenacia, tecnica. Ad agosto non conosceva i pomodori, a maggio sape fa ‘o meglio rraù ‘e Napule. Dalla Scozia con ardore. VOTO: 10
POLITANO: E’il discepolo perfetto di Antonio Conte, colui che ne assimila il credo, ne declina il pensiero e ne attua le consegne. Dal Vangelo secondo Matteo… VOTO 8+
BILLING: Danese come Amleto, nero come Otello, imponente come Coriolano. Si scrive dolore e tragedia, si legge estasi e provvidenza. VOTO: 8
RASPADORI: Il Jack ad incastro che ti salva la sedia e fa saltare il tavolo. Leggero come una farfalla e pungente come un’ape. Il Muhammad Alì di Bentivoglio. VOTO 8
NERES: Ha il compito di sostituire il georgiano. Dimezza il numero di maglia ma raddoppia lo sprint. Paulista come quei Guaranà che ti danno la carica; sembra dormire, ma è il più sveglio di tutti. VOTO: 8
LUKAKU: Doppia la cifra dei gol, doppia la cifra degli assist. Doppi i battiti quando si accende. E’ un’extrasistole di gioia. E’l’uomo che conta; è l’uomo di Conte: VOTO: 9
CONTE: La pizzica e tarantella, lo schiaffo e la guancia, l’estasi e il tormento. Semplicemente Andonio. VOTO: 10
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